CREMONA PER L’UNESCO

Cremona liutaria patrimonio UNESCOLa storica decisione è stata presa il 5 dicembre 2012 a Parigi dall’UNESCO: la tradizione liutaria cremonese è stata iscritta nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell’Umanità.
Dopo un percorso iniziato a gennaio 2007, Cremona ha presentato nella primavera del 2011 la candidatura per l’iscrizione della sua Tradizione Liutaria nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.  Tutta la città, le sue Istituzioni e la cittadinanza sono state informate e coinvolte nel progetto. Tra le molte e importanti candidature italiane quella cremonese è stata scelta come l’unica del nostro Paese per il 2012 e alla fine è stata accolta.
Un grande risultato innanzitutto per Cremona e il suo territorio, per la sua secolare tradizione liutaria, e soprattutto per tutti coloro che si sono spesi in questi anni attraverso un lavoro molto impegnativo e meticoloso, dove la conoscenza si è unita alla passione. In un momento in cui tante eccellenze si contendono la ribalta mondiale, Cremona ha agito con la determinazione della sua gente nel portare avanti il prestigio della propria tradizione liutaria, per preservarla e trasmetterla alle generazioni future e per vederla riconosciuta dall’UNESCO quale patrimonio non solo italiano, ma dell’intera Umanità. E ci è riuscita. Da oggi e ancora più di prima il “saper fare liutario” proprio di Cremona caratterizzerà in tutto il mondo la nostra città e costituisce un vanto per l’Italia.
Esistono patrimoni fatti di conoscenze e di saperi che, a secoli di distanza, sono rimasti intatti nella loro essenza. Uno di questi patrimoni è l’arte liutaria e Cremona ne è la capitale. E’ qui che la capacità unica di realizzare strumenti ad arco di raffinata fattura si pone alla base di un’identità ben definita che, nel solco di una tradizione di eccellenze di altissimo livello artigianale, affonda le proprie radici nel tardo Rinascimento, per giungere sino ai giorni nostri. Gli strumenti costruiti a Cremona hanno in passato determinato l’evoluzione della cultura musicale occidentale e continuano ancora oggi ad accompagnarne le espressioni più elevate.
L’arte liutaria si è sviluppata a Cremona nel XVI secolo con Andrea Amati, ed è proseguita con i liutai della sua stessa famiglia, con i Guarneri, e, a seguire, con il più famoso di tutti, nel XVIII secolo, Antonio Stradivari, e infine, sino ad oggi, con i liutai che hanno continuato a coltivarla. La caratteristica che distingue l’arte liutaria cremonese sta nella capacità sapiente di realizzare la “forma” dello strumento ad arco, specialmente il violino, secondo i criteri di eccellenza stabiliti dalla creatività e dall’ingegno dei grandi maestri del passato, attraverso metodi esclusivamente manuali e conoscenze approfondite su materiali e tecniche di lavorazione: saperi tramandati attraverso i secoli nel rapporto diretto tra maestro ed allievo, spesso di padre in figlio, ed acquisiti poi nella pratica.
Nel corso dei secoli la liuteria ha caratterizzato profondamente il profilo della città, definendone la sua identità. Il violino è ormai un simbolo che universalmente riconduce al nome di Cremona, associandovi un’immagine di eccellenza culturale ed artistica. In città vi sono ora 141 botteghe specializzate: 93 italiane, di cui 71 di maestri cremonesi, e 48 straniere, di cui 25 di maestri provenienti da Paesi non europei. Alle botteghe artigianali si affianca la Scuola Internazionale di Liuteria, dove studenti italiani e stranieri hanno la possibilità di esplorare le affascinanti possibilità della materia e del suono attraverso la tecnica, l’esperienza e l’ingegno. Qui l’attività pratica è sempre sostenuta da una solida preparazione culturale, così da rafforzare negli allievi la convinzione che solo una profonda conoscenza del passato ed una tecnica strutturata consentono di esplorare in modo colto la modernità e di cimentarsi in progetti innovativi.
Motivo di orgoglio e di prestigio è inoltre la presenza di collezioni di strumenti e attrezzi storici: tra queste, la prestigiosa collezione “Gli Archi di Palazzo Comunale” (con strumenti di Andrea Amati, Antonio e Girolamo Amati, Nicolò Amati, Francesco Ruggeri, Antonio Stradivari, Giuseppe Guarneri figlio di Andrea e del figlio Giuseppe Guarneri del Gesù) ed il Museo Stradivariano, che conserva, tra l’altro, il corredo della bottega di Antonio Stradivari (disegni, modelli, forme, attrezzi).
La maestria i liutai l’acquisiscono anche grazie allo studio di strumenti antichi e moderni, scambiando informazioni,  osservando gesti e consuetudini dei loro colleghi. Fondamentale è poi il dialogo costante ed anche la critica costruttiva con molti musicisti che, provenienti da ogni parte del mondo, vengono a Cremona alla ricerca di strumenti che possano adattarsi alle loro esigenze, oppure per affidare i loro “tesori” alle amorevoli cure di maestri specializzati nell’arte del restauro e della conservazione di pezzi antichi. In questo modo, il patrimonio di conoscenze e saperi, formatosi nel corso di secoli, trova la linfa vitale che ne permette la conservazione e l’arricchimento.
Dietro ad ogni strumento vi è una competenza che si crea attraverso un apprendimento e un apprendistato che non si trasmettono attraverso la scrittura. E’ questo un processo artigianale che ha trovato a Cremona il suo naturale centro di sviluppo e di crescita, favorito da istituzioni pubbliche e private che hanno contribuito a dare impulso a un patrimonio davvero unico.
La consapevolezza, ormai largamente diffusa, del carattere eccezionale della liuteria tradizionale cremonese, fa sì che Cremona sia al centro di una rete internazionale di allievi, liutai, compratori, musicisti, appassionati e turisti italiani e stranieri. Il riconoscimento da parte dell’UNESCO accrescerà senz’altro questi scambi internazionali e darà nuovo impulso ad una realtà, che si trasforma e muta velocemente, anche con l’inaugurazione, in primavera, del Museo del Violino. Il nuovo Museo racconterà l’origine e la storia del violino, i sistemi di costruzione, le vicende delle più importanti famiglie di liutai cremonesi. Allo stesso tempo darà adeguato rilievo, all’interno di un unico complesso, alla nutrita serie di capolavori formata da collezioni attualmente collocate in edifici diversi della città.
Nel corso degli ultimi decenni la liuteria cremonese, grazie alla lungimiranza e all’intraprendenza di numerosi protagonisti, ha saputo trarre giovamento dallo scambio sempre più intenso con realtà di altri Paesi. In questo modo, una tradizione artigianale secolare basata sulla creatività dei grandi maestri liutai del passato, veicolata da competenze e prassi immateriali, è divenuta una ricchezza culturale. Cremona non intende disperderla, ma preservarla e valorizzarla quale testimonianza della sua storia e come irrinunciabile strumento di sviluppo per il suo futuro.